Spiralis Mirabilis - La rivista italiana dedicata al Taiji Quan, al Qi Gong e alle arti marziali cinesi
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Fabio Smolari - Mettersi in cerca

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Pagina pubblicata in data 14 novembre 2023
Aggiornata il 15 novembre 2023

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L’incontro con il maestro Fabio Smolari è stato davvero stimolante. Quello che mi ha colpito fin dai primi momenti in cui abbiamo iniziato a parlare è la grande disponibilità e, soprattutto, una gentilezza mista a umiltà che contraddistingue quelle persone consapevoli tanto della ricchezza del loro proprio percorso di studio quanto del fatto che la strada sulla via della crescita personale è ancora lunga.

Come da mia abitudine, le interviste ai maestri sono per me più di una "chiaccherata", che arricchiscono la mia conoscenza della disciplina che tanto amo, il 太極拳 tàijí quán.

Un aspetto per me davvero interessante dell’incontro con il maestro Smolari è legato alla sua conoscenza della lingua cinese.

È chiaro che non tutte le persone che decidono di studiare il 太極拳 tàijí quán devono obbligatoriamente studiare la lingua cinese. È però altrettanto vero che il conoscere la cultura tradizionale cinese e la lingua cinese può essere profondamente d’aiuto nell’apprendimento di una disciplina come quella del 太極拳 tàijí quán.

Quando incontrai la mia futura moglie per la prima volta a Venezia, non avrei mai immaginato quanto la mia percezione della Cina e del 太極拳 tàijí quán sarebbe cambiata.

Grazie a lei, che è una grande appassionata della cultura cinese, che ha viaggiato in lungo e in largo per il Paese del dragone sia per lavoro che per piacere e ai miei suoceri (mia suocera è diretta discendente della famiglia imperiale, mentre mio suocero è un maestro calligrafo), ho potuto entrare in un mondo che molto spesso rimane "nebbioso" per chi pratica il 太極拳 tàijí quán o il 氣功 qìgōng, anzi come vedremo più avanti, la metodica 導引 dǎoyǐn.

Conoscere la lingua cinese fa, quindi, una enorme differenza. Perché significa non solo conoscere la cultura che ha generato quella lingua, ma anche poter leggere i testi originali.
Infatti, come lo stesso maestro Smolari mi ha raccontato si è trovato spesso a individuare delle discrepanze nelle traduzioni.

Questo sarà un tema che tratteremo nel prossimo numero di Spiralis Mirabilis, dedicato prorio a uno degli assunti più famosi e conosciuti del 太極拳 tàijí quán, che è stato tradotto in modo erroneo (ma non voglio svelarti niente, scoprirai tutto in un prossimo numero).

Il maestro Fabio Smolari, come testimoniano i suoi numerosi post su Facebook, per un periodo della sua vita ha vissuto a Pechino, si è, infatti, diplomato in 導引 dǎoyǐn all’ISEF di Pechino nel 1993.

Arrivato a Pechino nel 1992 ha avuto modo di studiare con il maestro 張廣德 zhāng guǎngé, il quale negli anni Settanta elabora il metodo 導引養生功 dǎoyǐn yǎngshēng gōng, basandosi sugli antichi esercizi diffusi negli ambienti daoisti basati sulla combinazione di respirazione e automassaggio, che in antichità erano praticati col fine di migliorare la salute e acquisire la longevità.

Il motivo è che 張廣德 zhāng guǎngé stesso stava male e vista la situazione e il livello del sistema sanitario in Cina ha ricercato una soluzione alternativa. Una storia, quindi, molto simile a quella di 劉貴珍 liú guìzhēn, che ho raccontato nell’articolo "L'uomo che inventò il QiGong".

La metodologia di lavoro che elaborò consisteva e consiste in una serie di esercizi che si basano sulla Medicina Tradizionale Cinese, che lavorano sui meridiani, sull’equilibrio fra yīn e yáng, e sulle cinque fasi evolutive (la Teoria dei cinque elementi).

Uno dei focus principali dello studio del professor 張廣德 zhāng guǎngé fu quello di trovare una sintesi tra tradizione ginnica cinese e scienza moderna.

La sua eredità è stata raccolta dal figlio 張玉松 zhāng yùsōng, dal nipote 張健 zhāng jiàn e dal maestro Smolari, che promuove la metodica 導引 dǎoyǐn in tutta Italia.

È importante sottolineare come la metodica 導引 dǎoyǐn non è la stessa cosa del 氣功 qìgōng.

La metodica 導引 dǎoyǐn è conosciuta fuori dalla Cina anche con il nome, più generico e non necessariamente legato all’aspetto salutistico, di 氣功 qìgōng. Per gli studiosi cinesi la parola 氣功 qìgōng indica un esercizio prevalentemente statico ma in ambito salute i due termini risultano spesso sinonimi.

Per il maestro 張廣德 zhāng guǎngé le tecniche per la salute che prevedono movimento del corpo vanno identificate con il 導引 dǎoyǐn, mentre con la parola 氣功 qìgōng si dovrebbe indicare le tecniche che principalmente allenano "essenza, energia e mente" ( jīng, , shén).

Il racconto sull’incontro con il maestro 張廣德 zhāng guǎngé mi ha permesso di soffermarmi su un altro aspetto che caratterizza un maestro di arti marziali: il lignaggio.

Sul quale in realtà non esistono delle regole fisse, scolpite nella pietra. Si può scegliere, ovviamente, di aderire a una scuola rappresentata da un maestro, ma anche no. La scelta è personale e va fatta valutando cosa ogni persona ricerca.

All’inizio della pratica rivolgersi a molteplici fonti di studio (scuole, maestri, libri, e così via...) può essere motivo di confusione per la persona che ha poca esperienza della disciplina. Con il passare del tempo e l’approfondimento è possibile confrontarsi con più insegnanti, dai quali allora si può scegliere cosa prendere.

Sì, perché come ben spiega il maestro Smolari, fare proprio un programma completo non è cosa affatto facile. Lui stesso ammette con sé stesso la difficoltà a riuscire a "mantenere" un buon livello di studio di tutto il programma non solo della metodica 導引 dǎoyǐn, ma anche del programma di 太極拳 tàijí quán.

Fabio Smolari, infatti, porta avanti in Italia la tradizione dello stile chén di 陳家溝 chénjiāgōu, nello specifico, della tradizione incarnata dal maestro 朱天才 zhū tiāncái.

Quando mi racconta del suo rapporto con il suo maestro, 朱天才 zhū tiāncái, percepisco tutto il rispetto per un uomo di cui nutre una grande stima. Non solo. Quello che mi colpisce è il come ne parla.

Un uomo "generoso nell’insegnare" ed estremamente a modo e gentile. Dal grande lato umano. Mi colpisce sempre l’affetto che intravedo nel rapporto fra allievo e maestro, come in questo caso, facendo emergere una dimensione umana di vitale importanza nella trasmissione di discipline come il 太極拳 tàijí quán.

La nostra conversazione finisce, quasi inevitabilmente, su un aspetto non del tutto positivo delle arti marziali, sia in Italia che all’estero.

L’ambiente delle arti marziali è spesso afflitto da una rivalità che non trova un senso nelle competenze tecniche, ma semplicemente in motivi commerciali.

Negli ultimi mesi, la frequentazione di maestri come Giuseppe Paterniti, Marcello Sidotti, Fabio Smolari e altri (non svelo tutti i nomi e anche di questi saranno disponibili le interviste nei prossimi numeri della rivista), mi ha permesso di comprendere quanto la preparazione di un maestro determina la sua sicurezza nel percepire per i propri allievi come un’opportunità nel frequentare il seminario o un corso con un insegnante di un’altra scuola.

Capita di sovente che la prima preoccupazione di un maestro, di un maestro caposcuola, sia l’immagine, più che la sostanza.
Un’ulteriore affermazione della preparazione, delle competenze, ma soprattutto dell’umiltà del maestro e dell’uomo Fabio Smolari.

L’opera di divulgazione di Smolari non si ferma però con i corsi che tiene nella sede della sua scuola "Il serpente bianco".

Nel 1992 ha iniziato a tradurre dei libri dal cinese all’italiano per poter studiare meglio. Quell’esperienza lo ha portato a pubblicare nel 2021 un volume per l’editore Valige Rosse intitolato "Daoyin per il nutrimento vitale. Storia e teoria".
Un volume curato e ricco di contenuti da studiare e approfondire. Che consiglio di leggere e studiare.

Il maestro Fabio Smolari insegna a Bondeno da ben 30 anni, in provincia di Ferrara, dove è nato e cresciuto. La sua scuola ha sia sede qui che nel capoluogo di provincia, Ferrara, e propone corsi di 太極拳 tàijí quán e 導引養生功 dǎoyǐn yǎngshēng gōng.

Insegna anche a Firenze, presso l’Istituto Wushu di Firenze, una delle prime istituzione ad aver iniziato a proporre il 武術 wǔshù in Italia.

Pratica la tua conoscenza.
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Francesco Russo

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BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì) ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì).

Oggi studia, pratica ed insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán), il Qi Gong (氣功Qì gōng) e il DaoYin (導引dǎoyǐn) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita ad una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), al Qi Gong (氣功Qì gōng) e alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

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一口氣。一套太極拳。一個世界。
Yī kǒuqì. Yī tào tàijí quán. Yīgè shìjiè.

—— 龍小五

Un solo respiro. Una sola sequenza di Taiji. Un solo mondo.
—— 龍小五

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